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SEO: Cosa significa e cosa fa

da | 20 Ott 2023 | Formazione | 0 commenti

In questo articolo vediamo cosa vuol dire SEO e spieghiamo in dettaglio cosa fa un esperto SEO e quali implicazioni ha sulla tua attività. Scoprirai che SEO (Search Engine Optimization) non è solo un modo di scrivere contenuto ma che un sito perfettamente ottimizzato lato SEO ha maggiori possibilità di farsi notare anche nei canali a pagamento.
cosa è seo

Cosa significa SEO?

Partiamo innanzitutto dal chiarire questo acronimo e renderlo più semplice. SEO è un acronimo inglese che sta per Search Engine Optimization e che possiamo tradurre con Ottimizzazione sui Motori di Ricerca. Ma che significa in concreto? Significa che il SEO specialist (colui che si occupa appunto di migliorare le performance sui motori di ricerca) andrà a lavorare sul codice e sul contenuto in modo da rendere la nostra presenza sui motori di ricerca più stabile e rilevante. Il risultato di questo lavoro è la possibilità, per esempio per il nostro prodotto o pagina web, di apparire in cima ai motori di ricerca quando un utente digita una parola o una combinazione di parole rilevante per noi.
perchè fare seo

Perchè fare SEO?

Abbiamo detto che ottimizzare un sito per i motori di ricerca ci permette di apparire più in alto nelle ricerche correlate al nostro prodotto o brand, ebbene risulterà facile immaginare che se il mio sito web appare come primo risultato per il mio cliente avrà più possibilità di ricevere un click e portare alla vendita del mio prodotto o servizio. Il web oggi è costellato di prodotti, articoli e informazioni di qualsiasi tipo, pertanto digitare la frase “olio da tavola” su Google ci restituisce una miriade di risultati anche molto diversi tra loro, dall’e-commerce che vende il suo olio, a ricette con l’olio, ad articoli informativi sull’olio da tavola, a siti comparativi e così via. Questi risultati, poi, saranno diversi da un utente all’altro poiché google conosce i nostri intenti di navigazione per cui ci suggerisce quelle che lui ritiene più in linea con le nostre ricerche passate e con il nostro comportamento online. Non è soltanto questo, ottenere un buon punteggio ed essere scelti per apparire nelle prime posizioni significa aver avuto l’approvazione da parte del motore di ricerca che il nostro sito è autorevole, pertinente e rilevante. Sul concetto di pertinenza, autorevolezza e rilevanza torneremo più avanti in questo articolo, ma ora ci interessa capire che questi tre elementi non si costruiscono in un istante ma è il frutto di un lavoro costante e coerente. Parlando di numeri citiamo la recente ricerca di Backlinko (maggio 2023) in cui si rileva che i siti in prima posizione sui motori di ricerca ottengono il 26.7% in più del totale dei click. Un bel risultato e se guardiamo il grafico capiamo anche l’entità di questo beneficio nei confronti delle altre posizioni.
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Come si vede dall’immagine la prima posizione ha un CTR decisamente più alto già rispetto alla seconda posizione. CTR è l’acronimo di Click Through Rate ossia il rapporto tra il numero di volte che il link è apparso nella ricerca e il numero di volte che gli utenti vi hanno cliccato su, se per esempio su 100 ricerche 10 utenti cliccano sul tuo risultato il CTR sarà del 10%. Se, inoltre, stai facendo pubblicità sui motori di ricerca, avere un buon posizionamento organico di partenza ti consentirà di apparire più facilmente in posizioni dominanti spendendo anche meno, proprio perché Google si “fida” del tuo contenuto.
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Fiducia, autorevolezza e rilevanza

Prima di proseguire è utile comprendere, in modo molto semplificato, come funziona un motore di ricerca. Ogni motore di ricerca invia dei bots (come fossero dei messaggeri) che scandagliano tutta la rete costantemente e scansionano le pagine di ogni sito web. Nel farlo viene assegnato un punteggio detto “ranking” ad ogni pagina scansionata e questo ranking concorre a determinare in che posizione verrà mostrato un sito web. Ma come vede un bot la tua pagina web? Ci verrebbe spontaneo rispondere come la vedremmo noi con testo, colori ed immagini ma soprattutto con il senso e il significato che noi le diamo in base al contesto. Purtroppo non è così, il bot è ignaro di tutto quanto a noi risulta ovvio e pertanto è necessario aiutarlo a capire di cosa si sta parlando nella tua pagina, del contesto e di quanto possa essere utile ed esaustivo l’argomento trattato. Lo si fa con la parte contenutistica e con quella di codice. Ripetere più volte l’argomento chiave (senza esagerare per non generare l’effetto opposto) aiuta il motore di ricerca a capire di che argomento si parla, inserire dei codici non visibili al lettore ma ai motori di ricerca, detti meta tags, aiuta i bot a comprendere meglio la nostra pagina e a chi si rivolge, stessa cosa inserire dei capitoli, una breadcrumbs o una lista sintetica di argomenti (detta tavola dei contenuti). Tutto questo permette di far percepire la tua pagina al motore di ricerca ma non è sufficiente a farle scalare posizioni in classifica. Come fare allora? Come dicevo non è un lavoro immediato ma fatto di costanza e coerenza. Si possono assumere pertinenza, autorevolezza e rilevanza come i 3 pilastri su cui lavorare nella costruzione di una strategia efficace. In breve Google assegnerà un punteggio più alto a quei siti che si dimostreranno:
  • pertinenti: si riferisce all’intento di ricerca degli utenti. Per esempio un sito il cui titolo è “come creare una frittata perfetta” ma il contenuto parla di come fare trading online è un chiaro intento del gestore del sito di sfruttare una query più cercata per mostrare il suo articolo che tuttavia non è pertinente e quindi Google la penalizza. Al contrario un articolo con un titolo coerente con la query dell’utente riceverà un punteggio maggiore
  • rilevanti: mettiamo il caso che ci siano 2 articoli che parlano dello stesso argomento, supponiamo il tuo e quello di un tuo competitor su come vendere casa, Google sceglierà quello che ritiene più recente e aggiornato, completo ed esaustivo a cui assegnare il punteggio più alto
  • autorevole: Google non può conoscere a priori l’autorevolezza di un sito per cui la valuterà in base a quello che altri siti fanno. Ad esempio se più siti ritenuti autorevoli metteranno un link alla nostra pagina nel contenuto, per Google può essere un indizio che anche il nostro contenuto sia autorevole.
Abbiamo delineato a grandi linee quello che è il ragionamento che sta dietro alla scelta di un posizionamento da parte di un motore di ricerca come Google, va da sé che creare articoli sempre in linea con il tuo brand e ben strutturati, mantenerli sempre aggiornati, cercare di portare link al tuo sito da fonti affidabili richiede tempo e tanto sforzo. Tuttavia questo sforzo, se anche richiede molto più tempo perché mostri i suoi frutti, viene ben ripagato con il tempo perché una volta raggiunta una posizione di valore è molto difficile perderla risultando quindi in un risultato consolidato che aiuta tutte le altre attività di digital marketing.
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Gli step di una strategia SEO

Una corretta strategia SEO segue un percorso che non definiamo lineare quanto piuttosto circolare, poichè il lavoro del SEO Strategist non termina con la produzione del contenuto o del codice, o che dir si voglia ma si tratta di un lavoro costante di ricerca e monitoraggio, di aggiornamento e di adattamento in caso di mutate situazioni (come ad esempio il cambiamento dei parametri di ranking di Google). Gli step per una corretta analisi SEO sono:
  • Audit SEO
  • Individuazione della tua buyer personas
  • Strategia SEO
  • Interventi on site e on page
  • Interventi off site
  • Monitoraggio e Implementazione
Andiamo ad analizzare brevemente una per una queste voci, considerando che per ciascuna fase è racchiusa tanta componente tecnica che richiede più approfondimento. L’audit SEO si compone di una serie di pratiche di indagine rivolte a farci comprendere lo status quo della situazione: si andranno in questa fase ad analizzare le parole chiave per cui ci vogliamo posizionare e quelle per cui ci stiamo posizionando, andremo ad analizzare i nostri competitor sia per quanto riguarda il sito che le parole chiave per cui si posiziona sui motori di ricerca, andremo ad analizzare la parte più tecnica del sito come la velocità o se ci sono codici che bloccano il caricamento, link duplicati o pagine mancanti, il menu, la user experience, i risultati che le pagine del tuo sito stanno portando, i backlink (ossia chi sta linkando al tuo sito), i social, il tono di voce e così via. Questa lunga analisi permette di creare un quadro di partenza su cui andare a valutare cosa funziona e su cosa lavorare. E se non ho uno storico e sto partendo ora con la mia attività? A maggior ragione fare uno studio sulle parole chiave e sui tuoi competitor ti potrà dare un gigantesco vantaggio. Una volta compresa la situazione di partenza è importante fare una ulteriore analisi, ossia cercare di delineare la tua buyer personas. Che cos’è una buyer personas? Possiamo definire la tua buyer personas come il tuo cliente tipo, la persona a cui immagini di parlare o quella per cui crei il tuo prodotto o servizio. Non basta delinearla a grandi linee ma bisogna andare nello specifico aggiungendo lavoro, passioni, se ha famiglia, quanti figli e cosa fanno e così via. Quanto più dettagliata sarà la tua buyer persona tanto più efficace e mirata sarà la tua strategia, non solo SEO ma su tutta la linea di comunicazione e persino di strategie decisionali nell’ambito dell’intera attività. Possono certamente esserci più buyer personas se ti rivolgi ad un pubblico più ampio e puoi ricavare tutti i dati che ti servono anche conoscendo i tuoi attuali clienti e ponendo loro delle domande. Abbiamo ora tutti i dati per mettere sulla carta quella che sarà la nostra strategia SEO. Programmiamo in base alle priorità e soprattutto ai vantaggi per il business e le risorse a disposizione quali sono le strade da percorrere e come raggiungere i migliori risultati. Se hai un sito lento e difficile da navigare dove magari vendi abbonamenti al tuo servizio di consulenza, migliorare in prima istanza la velocità e la facilità con cui un utente può comprendere cosa fai ti porterebbe potenzialmente più fatturato a parità di visite al sito; d’altra parte se hai già un sito bello ed efficiente può essere una buona strategia progettare un blog per intercettare le ricerche di utenti che non ti conoscono ancora ma stanno cercando il tuo servizio se ci sono le risorse in azienda, e così via. Questo è il momento di mettere le mani in pasta, e quindi di intervenire sul sito per apportare tutti i cambiamenti delineati dalla strategia. Gli interventi possono riguardare tanto il sito nella sua struttura generale quanto le singole pagine, può essere che ci siano due articoli uguali e quindi si sceglierà di unirli o di renderne uno “canonico” cioè dire a google che quello canonico è quello principale, in ogni caso dopo ogni modifica sarà necessario fornire al motore di ricerca delle indicazioni per permettergli di orientarsi tra le modifiche. Bene, abbiamo un sito ottimizzato, ora è il momento di occuparci di cosa avviene all’esterno. Abbiamo già detto che se il nostro sito o un nostro articolo viene linkato da un sito autorevole è una buona cosa quindi dovremo preoccuparci di capire quali sono questi siti autorevoli e metterci in contatto per avere un link tra i loro articoli. Anche quì è importante comprendere come trovarsi di fronte ad un sito con 20 link ad altri siti non sia per Google indice di qualità, anzi al contrario potrebbe essere una pratica commerciale scorretta e quindi ne verremmo penalizzati, i link messi nel footer (la zona di un sito che si trova più in basso) non vengono presi in considerazione. Abbiamo fatto il caso in cui a linkare al tuo sito sia un sito autorevole, e cosa succede invece se si tratta di un sito malevolo o considerato truffaldino? Anche in questo caso è possibile dire a Google di non tenere in considerazione i collegamenti che provengono da tale sito, ma questa volta facendo esplicita richiesta formale al motore di ricerca. Abbiamo ora creato tutte le condizioni utili per scalare sui motori di ricerca, quindi? Ci fermiamo quì? Eh no, il mondo digitale è in continua evoluzione, così come lo sono i nostri utenti e così come deve esserlo la nostra strategia che andrà modificata all’occorrenza. Per questo motivo è fondamentale eseguire periodicamente un monitoraggio al fine di comprendere cosa ci sta portando risultato e cosa no. Dal monitoraggio comprendiamo che per una parola chiave magari abbiamo nuovi competitor, o che il sito non sta performando più bene, che le nostre buyer personas non sono più solo quelle che abbiamo visto all’inizio ma che il tuo prodotto sta riscuotendo successo in una nicchia di pubblico inaspettata. Ecco che l’analisi ci fornisce i dati utili per rendere la nostra strategia flessibile e aggiornata.

Conclusioni

Ricapitolando abbiamo visto cosa significa l’acronimo SEO, che non è soltanto un modo per definire un generico apporto al tuo sito ma un vero e proprio modello di pensiero che punta a migliorare la visibilità del tuo brand e di quanto ad esso connesso sui motori di ricerca puntando ad una costruzione di sito e contenuto dove il tuo cliente potenziale viene messo al centro. I motori di ricerca ti posizioneranno in alto se riterranno il tuo sito la migliore risposta possibile alla domanda dell’utente. Il lavoro di un SEO STrategist richiede tempo e sforzo, i risultati non sono immediati ma sono i migliori che tu possa mai avere.

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